La leggendaria discesa in canoa Belluno – Piave – Sile – Cavallino
Una storia che scorre da anni, come il fiume
Ci sono viaggi che non si trovano sulle mappe ufficiali.
Non nascono da un evento organizzato né da un pacchetto turistico, ma dai racconti di chi li ha vissuti.
Quello che vogliamo raccontare qui è uno di questi.
Da molti anni, ospiti del Camping Villa al Mare – canoisti esperti, viaggiatori sportivi, club italiani e stranieri – arrivano alla fine della loro avventura con lo stesso sorriso stanco e soddisfatto.
E ci raccontano di un’impresa speciale:
La discesa in canoa da Belluno fino al mare, seguendo il fiume Piave e poi il Sile.
Con il tempo abbiamo capito che non era un caso isolato, ma una tradizione non scritta, tramandata come una leggenda d’acqua.
Questa pagina nasce per raccogliere e custodire quei racconti, e per offrire un punto di riferimento a chi sogna di affrontare questo viaggio.
Un viaggio tra natura, acqua e memoria
Scendere il Piave in canoa non significa solo percorrere chilometri d’acqua.
Significa attraversare:
- ambienti naturali che cambiano giorno dopo giorno
- un fiume che è stato via di vita, confine e rifugio
- i luoghi simbolo della Grande Guerra, dove la storia d’Italia ha lasciato un segno profondo
Dal cuore delle Dolomiti fino alla laguna veneta, il viaggio unisce avventura, paesaggio e memoria, fino a raggiungere il mare.
L’itinerario tramandato nel tempo
Le tappe che seguono rappresentano la forma più raccontata e consolidata di questa discesa.
Non sono regole, ma un filo conduttore, affinato negli anni da chi l’ha affrontata.
🔹 1ª tappa – Belluno → Fener
📏 circa 40 km
La partenza avviene nei pressi della stazione dei treni di Belluno, dove il Piave è ancora giovane e potente.
Il tratto è lungo e impegnativo, immerso in un paesaggio selvaggio di ghiaioni, boschi e correnti vive.
A Fener è necessario effettuare uno scavallo della diga, motivo per cui questo punto è diventato, nel tempo, una tappa naturale dove fermarsi per passare la notte, riposarsi, ricaricarsi e ripartire.
Essendo la prima giornata, è anche la più dura e la più tecnica:
qui il fiume si fa sentire, la concentrazione è massima e la natura entra nella pelle, segnando l’inizio vero dell’impresa.
🔹 2ª tappa – Fener → Nervesa della Battaglia
📏 circa 15–18 km
Una tappa più breve, spesso vissuta con maggiore calma.
Il fiume rallenta, il paesaggio si apre e compare il Montello.
Qui il viaggio incontra la memoria della Grande Guerra:
- i luoghi della Battaglia del Solstizio
- l’Abbazia Benedettina di Santa Bona
- Fondazione “Jonathan Collection” – Aerei Storici
- il Santuario della Madonna del Piave con il cippo commemorativo dei caduti
- il Piave come linea di resistenza e simbolo storico
A Nervesa della Battaglia è presente un secondo scavallo, ma non è solo questo il motivo per cui, negli anni, molti canoisti hanno scelto di fermarsi qui.
Nonostante il tratto sia relativamente breve, Nervesa offre numerosi luoghi da visitare, legati alla storia della Grande Guerra e al rapporto profondo tra il Piave e il territorio del Montello.
Sacrari, percorsi storici e punti panoramici fanno di questa tappa un momento ideale per scendere dalla canoa, camminare, osservare e comprendere.
È per questo che, nel tempo, Nervesa è diventata una tappa naturale del viaggio:
non solo per necessità tecnica, ma per il valore storico e simbolico del luogo.
Una giornata che invita a fermarsi, osservare e ricordare.
🔹 3ª tappa – Nervesa → Fossalta di Piave
📏 circa 25 km
Il Piave si apre e cambia volto.
Diventa più largo, più regolare, e la pagaiata trova un ritmo continuo, quasi naturale.
È una giornata in cui il corpo lavora in automatico e la mente ha finalmente spazio per vagare.
Molti descrivono questo tratto come il più meditativo dell’intero viaggio:
il fiume accompagna, il tempo rallenta, i chilometri scorrono senza fretta.
A Fossalta di Piave, il viaggio incontra ancora una volta la Storia.
Qui c’è stato il centro di due fuochi, quello italiano e quello austroungarico, con il solo fiume Piave a dividerli.
Tra questi due fuochi c’erano anche i volontari della Croce Rossa tra cui Hemingway, che si arruolò per andare a combattere in Europa come conducente delle ambulanze della Croce Rossa americana. Hemingway si trovò coinvolto nella ritirata dell’esercito italiano dopo la disfatta di Caporetto e passò del tempo a Fossalta di Piave, luogo dove venne ferito e che narrò nel suo romanzo “Di là tra il fiume tra gli alberi”, menzionando la famosa Casa Gialla
Un luogo in cui l’acqua smette di essere solo percorso e diventa memoria da tramandare.
🔹 4ª tappa – Fossalta → Camping Villa al Mare
📏 circa 30 km
L’ultima giornata non è una semplice discesa: è un passaggio.
Giunti a San Donà di Piave si lascia il Piave e si imbocca il fiume Sile ( detto anche Piave Vecchia),
come se il viaggio cambiasse ancora una volta voce e respiro.
Le acque si fanno calme, il silenzio più presente,
l’ambiente assume un carattere quasi lagunare.
Si pagaia senza fretta, consapevoli che ogni colpo di pagaia avvicina al mare.
Poi, lentamente, l’orizzonte si apre.
Il viaggio fluviale diventa viaggio marino.
🏕️ Il Camping Villa al Mare, a Cavallino-Treporti, non è solo la fine del percorso:
è l’approdo naturale dell’impresa, il luogo dove la fatica lascia spazio al racconto
e il fiume, finalmente, incontra il mare.
L’approdo naturale: Camping Villa al Mare
Negli anni, chi arriva qui dopo aver percorso il Piave in canoa ci dice spesso la stessa cosa:
“Qui il viaggio trova il suo senso, è la chiusura di un cerchio, di un impresa incredibile.”
Per questo il Camping Villa al Mare non è solo una struttura ricettiva, ma:
- un punto di arrivo
- un luogo di riposo dopo giorni in acqua
- uno spazio dove le storie vengono raccontate e tramandate
Dal fiume al mare, senza mai interrompere il viaggio.
Un invito a chi sogna questa impresa
Questa pagina non vuole essere una guida tecnica definitiva.
Vuole essere un racconto vivo, nato dall’esperienza di chi ci è arrivato.
Chi decide di affrontare questa discesa lo fa con rispetto:
- per il fiume
- per la natura
- per la storia che scorre lungo le sue rive
Se un giorno arriverai fino a qui, saprai di aver fatto parte anche tu
di una leggenda che continua a scorrere, proprio come il fiume.
E quando poserai la canoa sulla sabbia, dopo chilometri d’acqua, fatica e silenzio,
ad aspettare gli eroi ci sarà sempre una birra fresca, da bere guardando il mare.
Perché ogni viaggio epico merita un finale degno di essere ricordato.
E per chi ha scelto di scendere dal cuore delle Dolomiti fino al mare,
ci sarà anche un piccolo gadget da portare a casa:
non un premio, ma un trofeo simbolico, il segno di un’impresa vissuta davvero.
Un segno che non viene assegnato automaticamente.
La medaglia viene consegnata esclusivamente a chi avrà comunicato in anticipo il proprio arrivo al Camping Villa al Mare, prenotando un alloggio o segnalando la conclusione del viaggio,
oppure a chi avrà documentato l’impresa con immagini e racconti del percorso affrontato.
Ogni trofeo è infatti numerato e nominale, e va preparato con cura prima dell’arrivo,
perché ogni discesa è diversa, ogni storia è unica e ogni leggenda merita di essere scritta per tempo.